BRUNDISIUM

“Brunda-Brundisium”, testa di cervo così come intitolarono la città i Messapi ispirandosi alla naturale conformazione del porto interno a forma di testa di cervo. Uno degli scali adriatici più sicuro dell’intero Mediterraneo che attirò l’interesse dei romani tanto da farne il fulcro dei loro traffici mercantili collegando le due realtà, Roma e Brindisi, attraverso l’importantissimo tratto viario della Via Appia. Di quest’ultimo, oggi, ne resta come emblema, il monumento delle colonne romane che svettano sul porto interno, solitamente ritenute le terminali della via omonima. Tante le testimonianze archeologiche del periodo romano che riscontriamo in città, il suddetto monumento che sorge nell’aria dell’ex arx romana dove andavano a confluire tutti i monumenti più importanti dell’epoca, il Museo archeologico F. Ribezzi, dove un’intera sezione è dedicata ai romani e alle testimonianze archeologiche, Palazzo Nervegna che custodisce il capitello originale del monumento delle colonne, così come i resti della domus di età imperiale e l’affascinante spaccato di vita romana che si ammira al di sotto del Nuovo Teatro Verdi.

 

Il percorso prende avvio da piazzetta colonne dove sorge l’emblematico monumento delle Colonne Romane ritenute le terminali della via Appia, importante tratto viario che collegava direttamente Roma con Brindisi. L’unica colonna rimasta, poiché la seconda rovinò al suolo nel ‘500, si erge sulla sommità della scalinata Virgilio dov’era ubicata la casa del sommo poeta latino.

 

 

Si prosegue su via Colonne per giungere in piazza Duomo, fulcro dell’ antica arx romana per visitare le sale espositive del Museo Archeologico “F. Ribezzo” e nella sezione a tema,“Brindisi romana” sotto alcuni degli aspetti più importanti,: il porto e il commercio, il foro, le domus e le necropoli per concludere all’interno della ricostruzione di una nave mercantile romana.

 

 

Si prosegue la visita per le vie della città per raggiungere palazzo Granafei-Nervegna che custodisce il capitello originale della colonna Romana e lo scavo di una domus romana, facente parte  dell’area archeologica di San Pietro degli Schiavoni, che si sviluppa sotto il Nuovo Teatro Verdi, detto pensile proprio perché le sue fondamenta si fondono tra le antiche case romane.

 

Ultima tappa è il tempietto di San Giovanni al Sepolcro, tempietto a pianta circolare del  dove sono visibili i resti di una abitazione romana.