Carlo I d’Angiò nel 1284, donò il suolo ai frati francescani affinché vi erigessero una chiesa intitolata a S. Paolo di Tebe, primo santo eremita.

La struttura ha subito nel corso degli anni vari riadattamenti e trasformazioni, in primis la facciata ricostruita nel corso dell’800 a seguito di un crollo, mentre dell’apparato pittorico interno, composto da un ciclo di affreschi, conta oramai timide tracce pittoriche poiché in età moderna, la chiesa ha ospitato un’importante apparato decorativo in stile barocco. Al suo interno infatti si contano sette altari in pietra leccese, simbolo che la cultura salentina si stava diffondendo anche nelle nostre provincie. L’attiguo convento è ora sede di uffici pubblici dell’Amministrazione Provinciale.