La chiesa, oggi sede del Museo Diocesano, fu voluta dal canonico Francesco Monetta nel 1671 con la volontà di dedicare il monumento all’ordine dei Carmelitani Scalzi.

Con alcuni rimandi alla cultura barocca salentina, la chiesa si caratterizza per la sua splendida facciata tripartita in tre ordini su cui spiccano i due pinnacoli raccordati da due eleganti volute. L’interno a croce latina, conserva le antiche testimonianze devozionali locali: la cappella dedicata ai Santi Medici si compone da cinque statue in cartapesta dei santi e una rilevante raccolta di ex voto. L’attiguo convento, dedicato ai Santi Gioacchino ed Andrea, si contraddistingue dall'ampio chiostro, è attualmente sede dell'Archivio di Stato; mentre i carmelitani scalzi furono costretti ad abbandonarlo una prima volta a causa della soppressione nel 1807.