SUI PASSI DI FEDERICO II

“Filia Solis” così l’imperatore svevo Federico II intitolò la città di Brindisi, particolarmente attento e affezionato alla città, l’imperatore ne volle fortificare il sistema difensivo con la costruzione del castello Svevo a pianta trapezoidale con un largo e profondo fossato, l’ampliamento delle mura difensive con l’apertura dell’attuale porta Napoli (o Mesagne). Non solo, Federico II organizzò da Brindisi la partenza con la sua flotta per la crociata detta degli scomunicati e a Brindisi convolò a nozze con l’erede della corona di Gerusalemme, Jolanda di Brienne il 9 novembre 1225 e vi fece funzionare una delle due zecche del Regno.

 

Il percorso prende avvio da Piazza duomo, luogo che gremito di gente e nobiltà siriane ospitò e vide passare Federico II, il quale convolò a nozze in Cattedrale con la giovanissima Jolanda di Brienne il 9 novembre 1225. Non si trattò di nozze d’amore, poiché unico obiettivo dell’Imperatore fu quello di impadronirsi della corona di Gerusalemme, mentre pare prediligesse alla giovane sposa, la cugina: l’avvenente Anais.

 

 

 

 

Tappa successiva è Piazzetta della Zecca : Federico II, ordinò alla zecca di Brindisi la coniazione monete in oro chiamate augustali. Sul retro l’effige dell’imperatore, dall’altro verso riproducevano l’aquila imperiale e la leggenda Fridericus.  Il circondario che si sviluppa attorno alla piazzetta, corrisponde alla sede del conio svevo. 

 

 

Si prosegue verso il Museo Diocesano “G.Tarantini”, allestito presso la chiesta di Santa Teresa è custode di due importantissime testimonianze sveve. La pergamena autografa dell’Imperatore del 1219 e l’Arca argentea che custodiva le reliquie di San Teodoro d’Amasea, probabilmente giunta a Brindisi in occasione delle nozze di Federico.

 

 

Ultima tappa è il Castello Svevo : eretto per volontà dell’Imperatore nel 1227, fa parte dell’ampliamento del sistema difensivo fortificato in età sveva. A pianta trapezoidale e protetto da quattro torri, è difeso da un lato dal mare e da un largo e profondo fossato per gli altri tre lati. Per la sua costruzione, pare furono impiegati un gran numero di soldati e pellegrini giunti a Brindisi intenti a partire per la sesta crociata, quella “degli scomunicati”.